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David Bowie is
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“David Bowie is”…

Negli ultimi giorni del mio soggiorno londinese ho visitato la mostra dedicata a una icona di musica, di stile, di moda, massimo esponente dell’era glam:

Fino all’11 Agosto 2013  David Bowie, il “Duca Bianco”, è protagonista della grande retrospettiva che il Victoria and Albert Museum di Londra gli ha dedicato, dal titolo “David Bowie is”: in mostra oltre 300 pezzi del suo archivio personale tra cui testi scritti a mano, costumi originali, moda, fotografia, film, video musicali, scenografie, strumenti e copertine degli album.

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Cuffie e dispositivo di guida, grazie alle istallazioni sonore di Sennheiser, raccontano la vita, estratti di interviste, come sono nate le sue canzoni, le sue performance, i suoi pensieri raccontati direttamente da lui.

Già dall’ingresso l’impatto della mostra è sensazionale, perché la prima cosa esposta è la tuta in vinile nero Tokyo Pop, uno dei costumi più appariscenti della sua carriera da trasformista, creato da Kansai Yamamoto per Aladdin Sane.

Nella prima sala Bowie da bambino e i suoi primi approcci musicali (a partire dal jazz che all’inizio non capiva, ma che si è fatto piacere). In video le band con cui Davie Jones cominciò a suonare a 16 anni.

Nella seconda sala,l’istallazione del V&A emoziona facendoci rivedere il pianeta blu con accanto il video di Ziggy che canta malinconico, incorniciato dai testi originali della canzone. Il manichino Ziggy, vestito da Freddie Burretti, è in una bara di vetro. David Bowie è in movimento verso nuovi personaggi “ not sure if a boy or a girl”. Rebel Rebel è lì con il suo testo originale.

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La collezione di 60 abiti androgini di Bowie che i manichini indossano al V&A sono firmati da artisti/stilisti come Natasha Korniloff, Alexander McQueen, Yamamoto Giorgio Armani, testimoni ed interpreti delle trasformazioni di questo cantante, musicista, attore, ma soprattutto artista.

Gli anni in cui Bowie si trasferì a Berlino sono curati in una particolare sezione in bianco e nero, dove trovano spazio i suoi dipinti, infatti proprio nella pittura l’artista ritrovò lo stimolo a comporre canzoni.

L’epicentro dell’esposizione è un tripudio di musica con i video dei tour dell’artista, proiettati su schiere di schermi giganti montati uno sull’altro, che a tratti lasciano intravedere manichini con i costumi di scena originali.

Le ultime due sale sono più intime: una ospita  le opere cinematografiche e teatrali, mentre l’altra mostra le immagini dei fotografi internazionali, come Helmut NewtonJohn Rowlands, che hanno trasmesso su pellicola il fascino di questo straordinario performer.

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Se volete vedere una mostra che racchiude storia della musica che ha segnato diverse ere e generazioni, arte, stile, moda, fotografia, storia del costume, questa è in assoluto tra le migliori.

“There’s a starman waiting in the sky
he’d like to come and meet us
but he thinks he’d blow our minds
there’s a starman waiting in the sky
he’s told us not to blow it
cause he knows it’s all worthwhile”…

Staff
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