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Galleria del Vento - iDesignMe
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Galleria del Vento

Galleria del Vento

Andare alla ricerca di designer validi è una specie di fissazione per noi di iDesignMe, ma questa volta abbiamo trovato qualcosa di più: sono stata a fare un giro alla Galleria del Vento, un meraviglioso showroom a Monza, che è anche studio di progettazione e laboratorio artigiano. Sono rimasta a bocca aperta, osservando tutti gli oggetti esposti, dai divani ai tessuti, ai complementi di arredo. Sono stata accolta da Alessandro, uno dei titolari, che ha risposto alle mie domande, raccontandomi la filosofia del marchio e parlandomi, da addetto ai lavori, dell’importanza del saper fare…

iDM: Voi riunite in una sola formula uno studio di progettazione, un laboratorio e uno shop online. Com’è nata questa realtà?

GdV: Tutto nasce dall’attività di famiglia: 40 anni fa nostro padre ha avviato un laboratorio, mio fratello ha sempre seguito la parte relativa alla progettazione, poi mi sono aggiunto anch’io e abbiamo avuto l’idea di aprire il negozio, per dare una vetrina alla nostra attività e introdurre anche prodotti di altri marchi di design. Successivamente siamo arrivati on line, con il sito e lo shop.

iDM: Il progetto che più vi rappresenta?

GdV: È difficile trovare un progetto in particolare, abbiamo una gamma molto variegata. Lavoriamo molto anche su misura, abbiamo progetti di recupero…insomma, è difficile selezionare!

iDM: Nel design si sta tornando ad apprezzare la qualità, anche se richiede tempi più lunghi, e la bellezza dei pezzi su misura, unici. Secondo te, rispetto a qualche anno fa c’è una maggiore cultura in questo ambito o è ancora una cosa per pochi, che viene ricercata per un fattore di moda?

GdV: Secondo me ci si sta distaccando dalla tendenza che ha dominato gli ultimi anni, che è avere la casa showroom, in cui tutti gli arredi sono molto simili, in favore di una maggiore personalizzazione.

iDM: Voi avete fatto della sapienza artigianale uno dei vostri punti di forza. Allo stesso tempo siete attivi online, con un blog e uno shop. Quant’è importante affiancare al sapere di una volta quello di oggi? Possono esistere l’uno senza l’altro?

GdV: Il sito e lo shop on line sono nati per una reale esigenza; l’obiettivo è quello di far coesistere le due realtà e di sfruttare lo shop on line per arrivare ad una maggiore personalizzazione dei prodotti. Al momento utilizziamo la parte on line prevalentemente per stimolare la domanda, gestire tutto soltanto con la parte online sarebbe impegnativo.

iDM: Voi collaborate con diversi brand, di varie nazionalità. Senz’altro ci sono delle costanti legate alla provenienza geografica, per quanto riguarda le tecniche e il modo di lavorare. Aspetti positivi che, come designer, bisognerebbe cercare di fare propri?

GdV: Io penso che in Italia siamo sempre stati i primi nel campo del design. Noi abbiamo iniziato a lavorare con il design nordico, che riesce a darti pezzi fatti bene, di qualità, ad un costo giusto. C’è un bel pragmatismo nel design nordico, questo direi che è l’insegnamento che se ne può trarre. Sono molto razionali anche nei cataloghi, sono bravi visual designer, capiscono il valore della compartecipazione, nel catalogo di un’azienda trovi anche prodotti di altri marchi, tutto fa brodo per promuovere i prodotti.

iDM: La figura dell’artigiano è destinata ad estinguersi trasformandosi in altro oppure non ha più senso parlare di ruoli distinti, e artigiano, designer e comunicatore sono destinati a diventare la stessa persona? Quanto è importante mantenere una specificità o, al contrario, non averne una troppo definita?

GdV: Il saper fare è fondamentale, anche perché permette anche di disegnare il pezzo in modo che sia fattibile e funzionale. Dal punto di vista dell’evoluzione della figura dell’artigiano, quello che vedo è che si va perdendo la capacità manuale. Parlando della Brianza, ad esempio, qui è sempre stata molto forte la tradizione del classico, che implica una manualità differente rispetto al moderno. Con la diminuzione della domanda, si sono andate perdendo sempre di più le figure che erano specializzate nel classico, con il rischio, al momento della richiesta, di faticare a trovare figure qualificate e di perdere la capacità manuale e di pensiero. Il minimalista ha portato a perdere la capacità di immaginare pezzi fatti in certo modo. Si rischia un impoverimento.

iDM: Nel presentare il vostro lavoro utilizzate le parole “identità contemporanea e ricercata”. Quanto è importante mantenere un’identità che riconduca al marchio di fabbrica e che compromesso si può raggiungere con le richieste del cliente?

GdV: Si cerca sempre di trasmettere la filosofia del marchio attraverso il progetto. Abbiamo varie anime che convivono – classica, moderna, contemporanea, vintage – e che si esprimono a seconda delle esigenze del cliente. Ad essere determinante è la figura del committente, che determina prima di tutto il budget. L’obiettivo è quello di creare qualcosa che soddisfi noi e il cliente, c’è il desiderio di vedere se stessi nel progetto, si cerca di portare il cliente a seguirci su alcune scelte. Tuttavia non è detto che si riesca sempre a raggiungere ciò che noi consideriamo migliore, magari a volte anche il cliente può sorprenderci e proporre ottime soluzioni.

iDM: Se aveste avviato la vostra attività in un’altra epoca, quale avreste voluto che fosse, in relazione a tecniche di lavorazione, materiali in uso o figure di spicco?

GdV: Averla avviata in questa epoca è una sfida, perché è stato bene o male creato tutto. Direi che gli anni Cinquanta hanno visto delle creazioni incredibili, ci sono state figure come Giò Ponti. Negli anni Trenta e Cinquanta c’era tutto un altro studio del prodotto; da una parte era più facile innovare, però dall’altra c’era una grande attenzione, il prodotto aveva un ciclo di vita molto più lungo, quindi aveva altre caratteristiche.

Vi consiglio davvero di andare a visitare lo showroom di Galleria del Vento, in via Vittorio Emanuele II n.53, a Monza, resterete ammaliati!

Agnese
Agnese D'Alfonso

Ciao a tutti! Sono Agnese, architetto, design-addicted e amante del cibo! Sono una persona curiosa, amo osservare e cercare sempre nuovi spunti. Credo nella condivisione delle idee e dei progetti e penso sia essenziale confrontarsi sempre con qualcosa di nuovo: varietà e creatività, per me, sono gli ingredienti essenziali nel lavoro!

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