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Nell'atelier di MV CERAMICS DESIGN - iDesignMe
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Nell’atelier di MV CERAMICS DESIGN

Nell’atelier di MV CERAMICS DESIGN

Ciò che nasce dal lavoro delle mani, dopo un accurato e sudato processo creativo, sarà sempre anni luce superiore a qualsiasi altro lavoro, avrà sempre un fascino totalmente particolare. Per osservare da vicino dei veri capolavori, che sono anche dei pezzi di anima, sono stata nell’atelier di MV CERAMICS DESIGN, a scambiare quattro chiacchiere con Mariavera, architetto che ha scelto di dedicare il suo talento e il suo impegno professionale all’arte della ceramica. Lo spazio mi ha colpito immediatamente, quello che ho subito percepito è un’atmosfera rilassata e ispirante. Il pavimento è forse il punto di forza, in parte legno grezzo, in parte cementine…splendido!

Mariavera lavora molto, è super indaffarata, ma mi accoglie con un sorriso calorosissimo e mi fa accomodare!

iDM: Parlaci della tua formazione. Sei architetto, cosa ti ha portato a dedicarti alle ceramiche artigianali?

MV: Ho sempre coltivato la passione per la ceramica, sin da bambina. Quando avevo 12 anni circa mio padre mi ha portato a fare dei corsi di scultura con l’argilla. Poi ero appassionata di archeologia e vasi antichi. Ho sempre fatto cose con le mani, non solo con la ceramica, ho sempre dipinto, ho lavorato il legno, lavorato con il traforo. Ho frequentato il liceo classico, la sera mi dedicavo alla ceramica, successivamente ho iniziato la facoltà di architettura e parallelamente coltivavo le mie passioni. Ho iniziato a lavorare negli studi e nel frattempo ho realizzato la tazzina “espresso”, che è piaciuta molto, così ho deciso di partecipare al Salon Maison et Objet, nel 2002, ed è andato molto bene. Per anni ho portato avanti le due professioni parallelamente, ceramista e architetto, poi ho deciso di dedicarmi quasi esclusivamente alla prima, soltanto se mi vengono proposti progetti di arredo o ristrutturazioni che coinvolgono la ceramica accetto altri lavori.

iDM: Cosa apprezzi di più della tua professione?

MV: Essere continuamente stimolati a creare cose nuove. Non mi annoio mai, non ho mai momenti di fatica, lavoro sempre molto volentieri. Credo sia il grande vantaggio di avere un’attività in proprio in quello che si è sempre sognato. Apprezzo molto il contatto con le persone, che sono sempre diverse, mi piace cercare di arrivare al progetto anche insieme al cliente, per quanto io parta sempre da delle mie idee.

iDM: Lati negativi?

MV: La precarietà; se io mi ammalo nessuno può sostituirmi. Gli orari; io lavoro sempre, giorno e notte, non stacco mai, penso sempre a nuovi progetti – che è sia il positivo che il negativo. Non si diventa particolarmente ricchi con questo lavoro, d’altra parte faccio una vita molto bella, quando voglio ho tempo libero.

iDM: Da qualche anno si parla sempre più di un ritorno alla qualità del lavoro artigianale, di una riscoperta delle cose “fatte bene”. Pensi che sia ancora un concetto di nicchia oppure ormai si sta diffondendo?

MV: Direi che si sta diffondendo abbastanza. Io ho iniziato nel 2002, ho avuto molto successo all’inizio, poi con la crisi del 2008 ho avuto un leggero calo – ma relativo perché comunque si tratta di un prodotto di lusso. Dal 2015 noto molto interesse per il pezzo unico, le persone amano farsi fare dei pezzi esclusivi, il che è ottimo, perché è proprio quello che volevo fare.

iDM: Qualche collaborazione che ti ha dato particolari soddisfazioni?

MV: Sicuramente la collaborazione con Lidia di Nonsolofood è stata la più divertente e stimolante degli ultimi anni. Lei utilizza le mie ceramiche per allestire le colazioni della domenica, degli eventi di social eating davvero molto belli. Parliamo insieme dei cibi che lei intende preparare e io cerco di darle i colori e le forme adatti, componiamo la tavola insieme, scegliendo solo pezzi bianchi o mescolando colori. Ci diamo dei temi, che lei sviluppa con il cibo, io con i contenitori.

iDM: Qual è la creazione che ti rappresenta di più?

MV: Sicuramente la tazzina “espresso”, perché è colorata dentro, il cucchiaino sembra un po’ un pennello, la tazzina somiglia ad un barattolo di colore e poi il timbro con il nome è una decorazione semplice ed essenziale. Io sono cresciuta nei musei archeologici, vedendo i timbri sui mattoni romani…la tecnica dell’incisione mi è sempre piaciuta. Perciò in assoluto la tazzina espresso mi rappresenta molto.

iDM: Lavori molto alla creazione di oggetti per la tavola. Ami stare in cucina?

MV: Amo cucinare, anche se non ho molto tempo. Mi piace soprattutto abbinare il contenuto con il contenitore. Ad esempio, se faccio un riso giallo lo metto in un piatto color prugna, o i piselli verdi nel piatto fuxia.

iDM: Mi piace in modo particolare Giulio, il tuo piatto con il binario per il vagoncino. Ti va di raccontarci com’è nato?

MV: Sono diventata mamma nel 2008, ho un bambino che ora ha 7 anni e si chiama Giulio. La nostra casa era ed è ancora piena di piste di trenini – dappertutto. Far venire a tavola mio figlio è tutt’ora molto difficile, quindi a un certo punto ho pensato di fargli un piatto per stare a tavola e continuare a giocare. La creatività funziona così, è una sintesi di immagini e concetti che ci sono vicini e che il cervello unisce.

È stata una chiacchierata piacevolissima e in attesa di aggiornarvi sui prossimi progetti di Mariavera, vi invito ad andare a farvi un giro nel suo atelier, sui Navigli (Alzaia Naviglio Grande 156, Milano)!

Agnese
Agnese D'Alfonso

Ciao a tutti! Sono Agnese, architetto, design-addicted e amante del cibo! Sono una persona curiosa, amo osservare e cercare sempre nuovi spunti. Credo nella condivisione delle idee e dei progetti e penso sia essenziale confrontarsi sempre con qualcosa di nuovo: varietà e creatività, per me, sono gli ingredienti essenziali nel lavoro!

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