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Giurì del design

Giurì del design

Vista la presunta inadeguatezza del sistema legislativo italiano e della relativa interpretazione giurisprudenziale riguardo alla tutela del design, a partire dal 1992 esiste un’ulteriore strumento di protezione che si basa su un Codice di Autodisciplina, offerta dal Giurì del Design.


Dietro la spinta delle note istituzioni ADI e Confindustria, è stato messo a punto un Codice di Autodisciplina e creato un organismo all’interno del quale si possono trovare giuristi, designers, imprenditori, rappresentanti dei consumatori ed esperti del mercato, che hanno il compito e l’obbiettivo di studiare e risolvere le controversie che gli vengono sottoposte.

Il valore aggiunto offerto dal Giurì del design, cui può rivolgersi chiunque abbia bisogno di risolvere una controversia in tempi e con costi contenuti, è la sua conoscenza tecnica del campo del design, qualità di cui spesso i Giudici Ordinari non sono dotati.

Il risvolto della medaglia è però il fatto che le decisioni emanate dal Giurì non sono vincolanti come potrebbe esserlo una sentenza emanata da un Giudice, ma costituiscono tuttavia un autorevole parere che può, all’occorrenza, essere prodotto in giudizio e sul quale il Giudice può fondare la sua eventuale decisione.

L’attività del Giurì del Design, costituisce, insomma, un notevole incentivo alla creatività dei designers, i quali possono sentirsi liberi di creare sempre opere nuove, ma nel rispetto di regole ben definite, che impongono una rigida differenziazione dall’opera altrui.

Carmen
Carmen Barilà

Carmen Barilà laureata alla facoltà di giurisprudenza dell’università Bocconi.

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