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Ornamento e delitto - iDesignMe
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Ornamento e delitto

Ornamento e delitto. Evoco questo binomio non soltanto da fanatica dello stile industrial, ma anche da groupie nostalgica di quello che è un personaggio amato e odiato allo stesso tempo.

Ormai è sempre di più tendenza lo stile industrial, è indiscutibile. Si tende sempre a togliere, semplificare, piuttosto che ad aggiungere. Ciò che prima era un capannone in abbandono, oggi viene recuperato e diventa uno spazio moderno e alla moda. In questo ritorno al grezzo e al ruvido, ovviamente, c’è anche spazio per tutto ciò che è consunto ed usurato, per dirla in una parola che descriva il concetto in modo un tantino più affascinante, “vintage”. Eh sì, perché fondamentalmente, quando c’è crisi e non si è contenti del presente, si tende a divenire nostalgici e a guardare al passato. A questo proposito mi sono tornate in mente le parole del buon vecchio Adolf Loos – tranquillo caro, non brillavi per simpatia, ma ti citiamo addirittura noi di iDesignMe! – ovvero “ornamento e delitto”.

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(courtesy of designculture.it)

Questa non è semplicemente una dichiarazione di rinuncia alla ridondanza, come la storica “Less is more”, di Mies van der Rohe, ma è molto di più (scusa Mies). Less is more è un inno al minimalismo e alla qualità dei dettagli, alla buona architettura, che non ha bisogno di eccessi, ma anzi li rifugge – quindi comunque ci piace, è assodato. Ornamento e delitto, invece sancisce un principio che investe la progettazione come motore della società e della vita stessa. Partiamo dal presupposto che Loos era uno che quando rivestiva le pareti con il marmo faceva in modo che le venature presenti su una lastra fossero la continuazione o la specchiatura di quelle sulla lastra accanto, quindi non stiamo parlando esattamente di un tipino rilassato e easy, ma di uno abbastanza preciso – anche un po’ compulsivo, quindi mi sta simpatico – che forse non amava lasciare concetti espressi a metà.

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(courtesy of pinterest.com)

E infatti, gli piaceva anche parecchio scrivere – fosse ancora tra noi farebbe di sicuro il blogger. Quindi, il caro vecchio Adolf ha spiegato diffusamente cosa intendesse dire e in pratica si tratta di questo: la buona architettura, così come il buon design, non ha bisogno di ornamenti e addirittura, la presenza di ornamenti è ciò che sancisce l’assenza di civiltà, poiché ovunque la civiltà si sia evoluta, l’ornamento è andato estinguendosi. Mi rendo conto che ad una prima analisi potrebbe sembrare la visione di una bisbetica che abbia passato troppo tempo in un appartamento shabby chic, ma in realtà queste parole sono di una modernità incredibile. Nel sostenere la propria tesi, Loos fa riferimento ad ambiti molto specifici, arrivando a scagliarsi contro il collega belga Van de Velde. Considerato uno dei fondatori dell’Art Nouveau, Van de Velde era arrivato al punto di disegnare abiti per la moglie facendo sì che fosse sempre in perfetto abbinamento con l’arredo delle varie stanze della casa.

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(courtesy of corriere.it)

Il che, se da un lato è talmente folle da suscitare una certa ilarità, dall’altro arriva ad essere angosciante. Loos si era espresso in modo severo e netto “un uomo che vuol dare disposizioni a una donna, dimostra con questo che egli considera la donna come una schiava del sesso. Farebbe meglio ad occuparsi del proprio abbigliamento, le donne sapranno cavarsela benissimo da sole” . Insomma, l’ornamento è un segno di arretratezza culturale e di predominio dell’uomo sulla donna e, beh, considerando che Loos è morto nel 1933 direi che era uno avanti, di certo molto più di certa gente che parla oggi.

Purtroppo non è più tra noi, anche se sinceramente lo rivorrei, mi farei insegnare ad accostare perfettamente lastre di marmo o magari calzini, in modo da non sembrare una rifugiata. A posteriori, ahimè, devo dire che era un ingenuo, o forse era solo un po’ come Mengoni, credeva negli esseri umani, perché a un certo punto afferma anche “andiamo incontro ad un’epoca nuova, migliore. Non sarà più il richiamo alla sensualità, ma l’indipendenza economica della donna che determinerà la parità con l’uomo. Il valore di una donna non dipenderà più dalle trasformazioni della sensualità. Assisteremo perciò alla definitiva sconfitta dei velluti e delle sete, dei fiori e dei nastri, delle piume e dei colori. Scompariranno.” 

Di certo siamo sulla buona strada per eliminare pizzi, lazzi e merletti. Quanto al resto…Adolf, mi manchi!

Staff
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