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Fashion Week Spring 2014 II - iDesignMe
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Fashion Week Spring 2014 II

Fashion Week Spring 2014 II

“Voglio che i miei abiti raccontino della forza delle donne, della loro combattività (…) Non si fa la rivoluzione con un abito: questo lo so bene. Però il vestire può, deve diventare un atteggiamento mentale”. Con questa frase vogliamo accogliervi al secondo giorno della Fashion Week milanese:

Così Miuccia Prada spiega la sua nuova collezione, dal gusto sportivo e colorato: sui capi spiccano murales disegnati da quattro writer e tre illustratori che hanno anche dipinto la sala dedicata alla sfilata. Elementi street e sportivi (calzettoni sportivi ricamati con finti smeraldi) accompagnati a borse più signorili. Il reggiseno, simbolo della donna, è tempestato di diamanti, indossato sopra i capi o disegnato anche sui capospalla. I visoni colorati ricordano le opere di Basquiat.  In sottofondo si ascolta Britney Spears cantare, come un chiaro messaggio: “Work Bitch”.

Sportmax apre la sua sfilata con il capo simbolo della azienda: il cappotto. Scamosciato, double-face marrone e nero di grande impatto visivo. Ma questa volta Sportmax opta per una primavera leggera e leggiadra, puntando molto sui dress: di seta, con pois, drappeggiati da grandi cerchi trasparenti e quadrati di tessuto. Tuniche con scollo a V sono abbinate ad ampie gonne sopra il ginocchio. Look sofisticati per una donna forte.

Karl Lagerfeld per Fendi porta in passerella la donna con i capelli corti, neri e la frangetta, prendendo ispirazione dal mondo del digitale e dell’informatica. Interessante è la scelta dei tessuti, soprattutto la sovrabbondanza di organza colorata (tessuto tanto amato dal direttore artistico) combinata col pelo e lavorato in maniera tale da sembrare leggerissimo. La scelta dei colori e la stratificazione dell’organza creano lucentezza e danno sensazione di estrema leggerezza. La collezione colorata, leggera, apparentemente fredda, ha sfilato  su una soundtrack elettronica.

Valentina
Valentina Barilà

Amo la moda senza mezzi termini, non perché “Sex and the City”, i vari film cult e i fashion victim-mismo lo inculcano a tutti i costi, ma perché è un amore viscerale nato dalla passione per il bello.

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