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Il Vietnam? È più vicino - iDesignMe
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Il Vietnam? È più vicino

Ieri sera, presso l’Appartamento Lago milanese di via Brera 30, abbiamo preso parte ad un incontro di culture, stimoli creativi e propositi, nonché alla presentazione di un progetto che mette in diretta connessione la cultura italiana e quella vietnamita. Cinzia Venturi, professionista da tempo impegnata in Vietnam, ha introdotto Mr Khanh, da lei stessa conosciuto circa quattro anni fa durante un’edizione del Salone del Mobile di Milano, e ha spiegato come fin dall’inizio fosse nata in modo del tutto naturale l’idea di una collaborazione, vista la spiccata passione dell’architetto ed imprenditore vietnamita per il nostro paese sia dal punto di vista della cucina che da quello del design, mondo dal quale egli stesso proviene.

Mr Khanh ha conosciuto quest’anno Daniele Lago e tra i due imprenditori è subito nata un’immediata connessione: di lì a poco, infatti, Daniele si è recato di persona in Vietnam, dove ha avuto modo di gustare una delle prelibatezze del luogo, il caffè. Abbiamo scoperto che in Vietnam esiste una radicata cultura in materia di caffè, importato pochi secoli or sono dai coloni francesi e da allora entrato a far parte in modo indissolubile della cultura vietnamita. Il caffè in Vietnam viene consumato in quattro modi differenti: normale caldo, caldo con latte condensato, normale con ghiaccio ed infine con ghiaccio e latte condensato, quella attualmente più in voga sia a causa dell’alta temperatura del clima, sia perché il suo gusto fresco ben si presta all’abbinamento con i tipici sapori speziati della cucina orientale.

Prodotto nelle varianti robusta ed arabica in un rapporto di 1 a 4, il caffè vietnamita è caratterizzato da un aroma deciso e da un profumo inebriante. Ieri sera abbiamo avuto modo non solo di assaggiarlo, ma anche di assistere ad una piccola cerimonia di preparazione, in quanto, differentemente dal nostro espresso che viene prodotto e consumato molto velocemente, il caffè vietnamita viene preparato e bevuto con un procedimento lento e laborioso: dapprima viene posta un po’ d’acqua bollente sul fondo di un bicchiere, sulla cui sommità coperta da un filtro vengono poi posizionati circa 25 grammi di caffè (basti pensare che il nostro comune espresso ne contiene 8…): con l’aiuto del calore dell’acqua, la polvere di caffè sprigiona il suo potere. Solo successivamente viene aggiunta l’acqua anche sul filtro e il caffè viene leggermente pressato con un piccolo coperchio. Di lì a qualche minuto è possibile consumare un caffè dall’aroma unico, che cade goccia a goccia nel bicchiere sottostante.

Per la produzione del caffè Mr Khanh ha assunto un consulente tecnico per unire caffè vietnamita ed esperienza italiana. In poco tempo il Vietnam è diventato il secondo produttore mondiale di caffè dopo il Brasile, tant’è che, molto probabilmente a vostra insaputa, avrete sicuramente già assaporato i suoi chicchi, in quanto aziende come Illy o Lavazza utilizzano spesso caffè vietnamita per creare le loro miscele. Il caffè RuNam prodotto da Mr Khanh prende il suo nome da un termine locale che significa ninna nanna e secondo noi ha tutte le carte in regola per divenire uno dei caffè orientali più consumati e commercializzati anche in occidente.

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In Appartamento Lago, ieri sera, abbiamo avuto la possibilità non solo di conoscere un prodotto, ma anche di venire a contatto con una cultura molto diversa dalla nostra e soprattutto di scoprire come la creatività e la voglia di innovare non solo portino allo sviluppo di nuovi prodotti, ma anche alla nascita di collaborazioni che, come un’onda, attraversano mondi differenti e nazioni lontane, mettendo in luce al di là delle loro intrinseche diversità, delle inaspettate e quanto mai piacevoli analogie.

Durante la serata abbiamo avuto modo di assaggiare un gustosissimo buffet e successivamente una cena preparata dalla chef Claudia Biondini, che ha permesso agli ospiti stranieri di apprezzare la cucina tradizionale italiana aggiungendo però quel tocco di originalità che da sempre la contraddistingue.

Serena
Serena

<p>Grammar nazi diplomata al liceo classico, laureata in interior design ed appassionata di food, web ed ovviamente… design!</p>

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